L'origine del nome di Pellestrina è sempre stato un problema di difficile soluzione. Esso potrebbe essere fatto risalire ad un certo Philistus, siracusano, esiliato in Adria verso il 386 a.C., che avrebbe fatto scavare delle fosse per collegare l'Adige con la laguna di Adria, dalle quali sarebbe derivato il nome di fossiones Philistinae.

L’Isola appariva, e ancora appare, come una lingua di terra lunga circa 11Km e larga mediamente un centinaio di metri, con punte massime di 400-500 metri, ma questa conformazione è il risultato di secoli di traversie a livello di configurazione territoriale, urbanistica e abitativa, dovuta anche ai fenomeni delle maree: la striscia di terra, infatti, doveva essere alquanto più larga, circa il doppio, prima di subire l'erosione del mare. Originariamente, inoltre, Pellestrina era composta da due distinti tratti, divisi da una piccola bocca di porto nella zona centrale, poi interrata, chiamata Portosecco; si trattava del porto di Albiola, che separava il Lido di Albiola, a Nord, da quello di Pellestrina a Sud. Conseguentemente all’interramento del porto di Pastene, i due tratti dell’Isola vennero unificati e il nome Albiola venne assorbito in quello di Portosecco.

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Sulla nostra Isola l’incanto inizia all'orizzonte.

Con l’alba, l'azzurro pallido della volta celeste abbandona le stelle, il sole cereo inizia a levarsi tra il mare ed il cielo, spargendo rossi bagliori nel blu increspato e sulla volta perlacea.

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Forse il tramonto è un momento comune, che segna il termine di una giornata lavorativa o di svago.

Una distesa infuocata avvolge la nostra laguna nella quiete del tramonto quando il sole si va spegnendo, ed in essa tutto cambia.

Si crea un’atmosfera magica contornata da riflessi, colori e nuvole ogni volta diversi, dando vita ad una pace interiore che solo un grande artista riesce ad esprimere.

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Sul lato mare, è presente una spiaggia parzialmente artificiale compartimentata da dighe in pietra d’Istria denominate “pennelli” e collegati tra essi, mediante una diga soffolta, sommersa e distante dal bagnasciuga circa 400 metri.

Pennelli e spiaggia sono stati realizzati a partire dalla seconda metà degli anni ’90; precedentemente vi era una scogliera, sempre in marmo proveniente dalla penisola istriana, realizzata dalla Serenissima, costruita per la difesa di Venezia dalle mareggiate.

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CA’ ROMAN: CARTA D’IDENTITÀ DI UN GIOIELLO NATURALISTICO

Ca’Roman è uno dei pochissimi biotopi litoranei alto-adriatici scampati alla cementificazione, al turismo balneare e alle relative infrastrutture. Sopravvivono in questo gioiello naturalistico interposto tra Laguna di Venezia e Mare Adriatico svariate specie legate ai litorali naturaliformi e dunque ovunque in declino, così come i preziosi habitat dunali caratteristici dei paesaggi costieri dell’alto Adriatico dei secoli scorsi, nonché specie tipiche del sud Italia, in quanto Ca’Roman è una enclave di “mediterraneità” inserita in un contesto climatico che, già a pochi chilometri di distanza nell’entroterra, è di tipo continentale.

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Unita a Pellestrina dalla diga artificiale dei "murazzi", Ca’Roman costituisce il lembo meridionale dei lidi che, da Cavallino a Chioggia, separano la laguna di Venezia dal mare. Ca’Roman conserva, grazie al suo relativo isolamento, uno degli ambienti dunali più integri di tutto l'alto Adriatico e vanta, nonostante le ridotte dimensioni, una straordinaria ricchezza faunistica: è situata, infatti, su una delle più importanti rotte migratorie d'Italia e moltissime specie d'uccelli (190 censite complessivamente sino al 2012) la utilizzano in autunno e primavera per riposarsi e nutrirsi prima di riprendere il viaggio.

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L’Isola è provvista di alcuni spazi dove potrete fermarvi per un pic-nic; dette aree sono dotate di tavoli e panchine immersi nel verde.

Una di queste aree è attrezzata anche con giochi per i più piccini e due pergole con tavoli e panchine.

È presente in Isola un’area relax attrezzata con un elegante gazebo ed immersa nel verde di un piccolo parco, arredato inoltre con panchine dove potersi rilassare.

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Al largo delle coste veneziane, davanti al litorale di Pellestrina e San Pietro in Volta, a circa 20 metri di profondità, si trovano le Tégnue: formazioni calcaree che emergono dai fondali formando delle vere e proprie nicchie ecologiche piene di anfratti rocciosi e popolate da alghe, molluschi e altre specie animali e vegetali.

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L’Isola è dotata di una pista ciclo-pedonale segnata in giallo sulla nostra brochure, di circa 10 km, che costeggia i centri abitati e si snoda per le vie dell’isola.

Partendo da Ca’Roman e costeggiando il Murazzo, ci si addentra nell’abitato di Pellestrina lungo laguna, dove è possibile visitare il centro storico in un labirinto di calli e campielli; proseguendo troverete l’abitato di Portosecco e l’abitato di San Pietro in Volta, anch’esso caratteristico nelle sue intricate calli e campielli, fino ad arrivare a Santa Maria del Mare, estremità Nord dell’isola.

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